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Una coppia di falchi pescatori ha scelto di nidificare in provincia di Grosseto, all’interno della Riserva Naturale Diaccia Botrona. Un evento eccezionale e di grande valore scientifico: in Italia questo rapace non nidificava da oltre 40 anni, e dopo i primi successi in assoluto, raccolti nel Parco Regionale della Maremma, dove ha avuto inizio il progetto di reintroduzione, alcuni splendidi esemplari hanno deciso di mettere su casa proprio nella Diaccia Botrona.

Sarà questo il tema dell’incontro pubblico promosso dalla Provincia di Grosseto, che si terrà martedì 17 giugno, alle 12, a Casa Rossa Ximenes, nella Riserva naturale provinciale Diaccia Botrona. Aiutati dalla tecnologia, sarà possibile osservare il nido con i piccoli, a distanza, senza recare alcun disturbo, dalla stazione video installata nella Casa Rossa Ximenes.

Coordina l’incontro Francesco Petretti, naturalista della trasmissione di Rai 3 Geo & geo. 
Dopo il saluto dei sindaci di Grosseto Emilio Bonifazi e di Castiglione della Pescaia, Giancarlo Farnetani, prenderanno la parola il presidente della Provincia, Leonardo Marras, e l’assessore provinciale all’Ambiente Patrizia Siveri. Intervengono Giampiero Sammuri presidente di Federparchi; Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente; Lucia Venturi, presidente del Parco regionale della Maremma.

La piacevole scoperta risale allo scorso aprile quando nel corso dei monitoraggi realizzati dalla Provincia, in collaborazione con il gruppo ornitologico maremmano, è stata registrata la presenza di un falco pescatore in cova, in uno dei nidi artificiali collocati nel padule della Riserva, con il progetto di reintroduzione del falco pescatore.

In questi giorni il lieto evento: le uova si sono schiuse e sono nati 3 bellissimi pulcini che adesso vengono amorevolmente accuditi dalla mamma. Aiutati dalla tecnologia, i visitatori della Riserva Naturale provinciale, possono osservare il nido con i piccoli a distanza, senza recare alcun disturbo, utilizzando la stazione video installata nella Casa Rossa Ximenes.

“Si tratta di un irresistibile spettacolo della natura – commenta Patrizia Siveri, assessore provinciale all’ambiente – sia per gli studiosi, per gli appassionati di birwatching, sia per i turisti che sempre più numerosi visitano la nostra Riserva. La schiusa delle uova di falco pescatore è senza dubbio un evento di grande valore scientifico che ci riempie di orgoglio.
Un risultato che premia la bontà del lavoro svolto in questi anni dalla Provincia per la tutela del patrimonio ambientale, la salvaguardia delle biodiversità, la valorizzazione e la fruizione dei parchi e delle riserve naturali. 

Il falco pescatore ha trovato nella Diaccia Botrona l’ambiente ideale per la posizione e l’abbondanza di pesce sano. C’è tanto pesce e buono. Oggi la Riserva Provinciale Diaccia Botrona, grazie alle scelte che abbiamo fatto, come la rinaturalizzazione della Botrona e il recupero delle acque dolci, è un vero forziere di biodiversità, con la presenza di centinaia di uccelli che la popolano dei diversi periodi dell’anno. Qui possiamo assistere alla nidificazione del fenicottero, della sterna comune, del fraticello. Sono stati avvistati anche esemplari di tritone crestato e di testuggine palustre. E adesso la meraviglia dei pulli di falco pescatore.

Ideatore e coordinatore del progetto di reintroduzione del falco pescatore è Giampiero Sammuri, funzionario della Provincia di Grosseto e presidente di Federparchi.
Come sottolinea il team di ricerca, i 3 pulcini nella Diaccia Botrona, son un caso davvero eccezionale: di solito, infatti, quando accade, raramente il terzo piccolo riesce a sopravvivere. Invece i 3 giovani falchetti sembrano cavarsela bene, perché la Diaccia Botrona è estremamente ricca di pesce e situata in una posizione ottimale. Con il pulcino nato nel 2014 nel Parco Regionale della Maremma in tutto saranno 4 i giovani falchi pescatori che si appresteranno all’involo. Un caso unico in Italia!

I piccoli falchi e i loro genitori continueranno ad essere monitorati con regolarità. Dallo studio delle registrazioni sarà possibile ricavare importanti informazioni su alimentazione e comportamento. I prossimi passi?  Equipaggiare sia il giovane del Parco della Maremma, sia i tre giovani falchi in Diaccia con radio satellitari  GPS/GSM per seguirne gli spostamenti anche dopo l’avvenuta dispersione e durante tutto l’inverno.
L’auspicio di istituzioni e ricercatori è che nei prossimi anni le coppie in Toscana continuino ad aumentare ricostituendo quella che in passato doveva essere una delle popolazioni più importanti del Mediterraneo.

CS - venerdì 13 giugno 2014
(Peppe Caridi)

 


 
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Prove di volo! pulli di falco pescatore della Diaccia Botrona
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